MULINO DI CORTINA

Non si sa con precisione quando sia stato costruito il Mulino di Cortina. Gli abitanti della frazione lo ricordano “da sempre”. Un documento della Camera di Commercio di Rovereto ne attesta l’esistenza già nel 1890. E’ rimasto in funzione fino alla seconda metà degli anni ’50, quando anche gli altri mulini del territorio cessarono l’attività. Il mulino, messo in funzione dal rio Cortina, serviva soltanto la frazione. Il mulino funzionava dalla fine dell’estate alla primavera, o comunque secondo i ritmi delle stagioni, quando c’erano da macinare i cereali. Si portavano a macinare, in ordine di importanza, segale, orzo e frumento.

"Di solito erano direttamente i contadini che portavano i cereali al mulino. A quei tempi non c’erano molti soldi, così il gestore si faceva pagare principalmente in natura, trattenendo una parte di farina, secondo il buon senso. Non c’era una tariffa fissa. Era uno scambio tra famiglie. Ci si veniva incontro”.

Il funzionamento del mulino

I cereali portati al mulino, dopo essere stati pesati, venivano versati nella grande macina, dalla quale si ricavava la farina. La macina era costituita da due dischi di granito (chiamati palmeniti), di cui quello inferiore era fisso e convesso, quello superiore era concavo e mobile. Questi erano messi in funzione dalla forza dell’acqua, mediante una ruota esterna collegata al meccanismo.

La farina così ottenuta veniva filtrata mediante una specifica macchina, chiamata buratto, che nella parte più alta possedeva una sorta di intelaiatura cilindrica in legno rivestita da tela e rete a maglie variabili, per consentire una diversa setacciatura della farina.

Il buratto veniva azionato dalla stessa ruota che faceva funzionare la macina.

“Non si buttava via niente, si conservavano anche i residui della lavorazione, che servivano per gli animali.”

Nel mulino era presente anche un pestino a pile, che serviva unicamente per l’orzo. Il pestino era collegato ad una ruota esterna specifica, diversa e più piccola rispetto a quella che metteva in funzione la macina.
Il pestino serviva per eliminare la parte più esterna dell’orzo, in una sorta di “decorticazione” rudimentale.
Era una specie di sistema a mortaio e pestello. I grani così ottenuti venivano utilizzati per la minestra d’orzo oppure, rare volte, venivano macinati per ricavarne la farina, che poteva essere utilizzata anche per gli animali.

La coltivazione dei cereali a Vermiglio

L’esistenza del mulino di Cortina era strettamente legata ad una “economia” contadina di tipo familiare, rimasta pressochè invariata fino agli anni ’60.
“Tutte le famiglie avevano un proprio orto, un proprio pezzo di terra in cui coltivare i cereali e allevare alcuni animali da fattoria. A Vermiglio i cereali si coltivavano un po’ dappertutto, fino al limite del bosco, nella costa esposta al sole. Si seminava segale, orzo e un po’ di frumento.”
La coltivazione dei campi era affidata principalmente alle donne. Quell’economia rendeva necessaria l’esistenza di piccoli mulini sul territorio ai quali i privati delle diverse frazioni potevano portare a macinare i propri cereali, sempre per uso domestico.

Con il “boom economico” degli anni ’60 il mondo contadino è stato letteralmente sconvolto.
“E’ cominciato a girare un po’ più di denaro, la campagna non rendeva più a sufficienza ed è diventato più conveniente comperare i prodotti finiti. I cereali sono andati scomparendo dalle nostre campagne, sostituiti da prati a foraggio per gli allevamenti di bestiame. Di quei tempi sono rimasti solo gli orti e le coltivazioni di patate.”
“Negli anni ’70 c’era ancora qualcuno che coltivava i cereali in zona, ma il paesaggio era già cambiato.”

Il mulino è attualmente di proprietà privata. Grazie ad una convenzione con il Comune di Vermiglio e a finanziamenti europei, nel 2016, sono terminati i lavori di restauro secondo criteri conservativi, che l’hanno reso nuovamente funzionante in tutte le sue diverse componenti.

 

ORARI DI APERTURA

Aperto su prenotazione al n. 0463-758200

 

SULLE TRACCE DELLA GRANDE GUERRA

Il museo all’aperto denominato “Sulle tracce della Grande Guerra” è il recupero e conservazione delle testimonianze del primo conflitto mondiale presenti sul territorio di Vermiglio e del Passo Tonale. Si tratta di un percorso che si sviluppa dal Museo della Guerra di Vermiglio, dall’allestimento multimediale a Forte Strino e dalla Galleria Paradiso in alta quota che offrono ad ogni visitatore percorsi di conoscenza ed approfondimento sul paesaggio fortificato del Tonale e sulla cosiddetta “Guerra Bianca”.

Visita il sito sulle tracce della grande guerra

COME RAGGIUNGERCI

COME RAGGIUNGERCI

Uscire dall’Autostrada A22 al casello di S.Michele e seguire le indicazioni per Val di Sole – Passo del Tonale percorrendo la SS42. Svoltando a destra si imbocca la SS43 della Valle di Non seguendo le indicazioni per Mezzolombardo e Cles, e successivamente la SS42 in direzione Passo del Tonale.

Chi proviene dal Nord-Ovest (Milano – Torino) può raggiungere la Val di Sole attraverso il Passo del Tonale. Autostrada A4 Milano-Venezia fino a Seriate uscire e seguire l’indicazione Passo Tonale. La Val di Sole è facilmente raggiungibile anche da Merano e Bolzano, attraverso il Passo Palade e il Passo Mendola e poi attraverso la Val di Non.

E’ possibile arrivare fino a Trento o Mezzocorona con il treno. Le stazioni FS sono collegate alla Ferrovia Elettrica di Trentino Trasporti. La Val di Sole è facilmente raggiungibile con questo trenino. Sono previsti poi dei pullman che raggiungono facilmente tutti i paesi della Val di Sole. Per raggiungere Vermiglio prendere la linea Malè-Fucine-Vermiglio-Passo del Tonale. (In inverno è possibile spostarsi con lo Ski-bus, servizio di trasporto gratuito)

Consulta gli orari:
Ferrovia dello Stato | Trentino Trasporti

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